Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/9 giugno 2016

A CURA DI DIEGO CURCIO
STEFANO BOLLANI – Napoli Trip

Un disco su Napoli e la sua musica? Ci vuole tutta la folle irriverenza di Stefano Bollani per provare a confrontarsi con un repertorio così rischioso (e in fondo poco frequentato dal jazz) sfidando al contempo la critica e il pubblico più ‘raffinati’. Eppure dopo il progetto intorno a Zappa e lo sfizioso “Arrivano gli Alieni” (cui si è aggiunto un “Live from Mars” uscito in edicola recentemente), per “Napoli Trip” il nostro pianista più talentuoso non ha esitato a confrontarsi con nuovi compagni di viaggio. Se per la scrittura di originali e l’arrangiamento di standard della tradizione (“Il bel ciccillo”) la scelta di Daniele Sepe – il più zappiano degli artisti italiani odierni – poteva quasi sembrare obbligata, l’inedito incontro con il dj norvegese Jan Bang si rivela sorprendentemente proficuo (“’Nu quarto ‘e luna” e “Sette”). A questi due gruppi allargati si aggiungono, con lo stesso Sepe, i fiati di Nico Gori e la batteria di Manu Katché per alcuni brani di un quartetto che sarà in tour tra luglio ed agosto. Infine il piano solo: senza ipocrisia o forse con molta incoscienza ecco la rilettura di “O sole mio”, dell’amato Carosone e di Pino Daniele (“Putesse essere allero”); e se in un disco dedicato a Napoli non può mancare il mandolino, per “Reginella” finale in duo con Hamilton de Hollanda. Un disco davvero variegato e assolutamente contemporaneo: prima di tutto ascoltatelo senza pregiudizi. Danilo Di Termini
DYLAN & PETTY – Live on the Radio ’86

I dylaniani non di primo pelo, ed anche quelli dal crine piuttosto diradato ricorderanno un glorioso bootleg di qualche anno fa, Duelling Banjos, di origine italiana. L’anno di registrazione indicato era sbagliato, ma bastava e avanzava la musica, a perdonare gli inciampi cronologici. Perché lì, in quelle quattordici tracce accreditate all’89, ed in realtà incise dalla stazione radio KSAN-FM c’era uno di quei tesori nascosti che Mr. Dylan si ostina a tener celato, alla faccia delle decine di dischetti dedicati alle sue personali Bootleg Series. In sostanza: Mr. Zimmermann ha avuto almeno tre grandi band ad accompagnarlo, escludendo i Grateful Dead e la brutta caduta di Dylan & the Dead (esiste ben altro, di Garcia con l’Ebreo Errante): la Band, ossatura classic rock che più classic non si può, il gruppo variopinto, sbilanciato e creativo della Rolling Thunder Revue, ed infine un folgorante Tom Petty con i suoi Heartbreakers, alla fine degli anni Ottanta. Sul palco era energia, fantasia, potenza ed eleganza. Che qui ritrovate in epitome, e con una precisione di incisione che spesso Dylan ha dimenticato, nei suoi “live”. A meno che non spunti fuori qualcosa di più completo. Questo è un antipasto più che calorico: dall’iniziale Positively Fourth Street ad una palpitante Knockin’ On Heaven’s Door finale. Guido Festinese
JOE VOLK – Happenings and Killings

Avete presente come lavorano I Crippled Black Phoenix, la compagine a geometria d’organico variabile che è, fuori da ogni dubbio, punta acuminata del neo prog attuale? Loro solleticano, alludono, espandono, contraggono tutto quanto suonato una quarantina d’anni fa. Grossomodo come fa Steve Wilson, che in più aggiunge lampeggianti petrosità metal qui e là. Nel 2013 Joe Volk se n’è andato dalla “fenice azzoppata”, e s’è messo per strada da solo. Questo è il primo risultato, e per molti versi è faccenda sorprendente ed assai gustosa. La voce del nostro appoggiata su viluppi di corde arpeggiate, e poi fruscii, sibili, capriole gentili di sintetizzatori a incorniciare il tutto. Dunque una sorta di “dream pop” psichedelico, gentile e sottilmente inquietante: in pratica un incrocio tra i Mercury Rev e I Pink Floyd che furono di “If”. Gran bel disco, dunque. Guido Festinese
ANOHNI – Hopelessness

Nell’era del tramonto del disco, inteso come album, l’unica salvezza per il vecchio formato (©) è un’unità d’intenti e ispirazione granitica. Insomma, nostalgici a parte, il senso di un disco-intero, nel 2016, sta nell’essere eccezionale: lavoro unico e non fila di canzoni, per quanto belle. Hopelessness lo è. Cambia il volto e le carte in tavola per uno dei progetti più rilevanti della musica di ieri (Antony e i suoi Johnsons) trasformandolo in Anohni, eterea e arrabbiatissima cantante elettronica. Il disco è uno sfogo contro lo stato delle cose (il clima, la guerra, Obama) scolpito su battiti elettronici, e rivoltato dalla voce di Anohni, che non perde per strada un millesimo del suo dramma e della sua forza. Potrà dispiacere (a pochi) la svolta di Anohni già Antony? Poco importa. Questo è un disco con un capo e una coda, un album con cui fare i conti. Marco Sideri
IL DIARIO

Diario del 7 giugno 2014
Si avvicinano i mondiali di calcio, ma U Megu è sempre alle prese con le sue ricerche calcistiche dei campionati minori. Ha saputo che Beppe ha giocato negli anni ’70 nel Molassana e allora si reca quotidianamente alla Berio per cercare episodi che lo riguardano. Trova che in una partita si fa espellere per un atto violento contro un avversario, in un’altra mette a segno addirittura un poker di gol e oggi racconta il tutto a Beppe. In negozio con loro si trova un altro vecchio cliente e amico, Aurelio; sente e chiede a Beppe “Tu giocavi nel Molassana?”, “Sì”, “In che anni?”, “Sin da ragazzino, quindi da fine anni ’60 in poi”. Aurelio lo guarda come se cercasse nel viso che aveva davanti una qualche traccia di un altro di quarant’anni più giovane, “Anch’io giocavo nel Molassana”, “In che anni?”, “Gli stessi, nella squadra giovani”, “Beh, io a diciotto anni sono stato promosso nella prima squadra, anche se ogni tanto mi mandavano a giocare qualche partita importante dei giovani. Ho fatto anche una finale del campionato ligure”, “Anch’io l’ho fatta e l’abbiamo persa perché uno dei tre, secondo loro, rinforzi, che già erano titolari nella prima squadra, ha sbagliato il rigore decisivo”. Beppe lo guarda un po’ esitante, “Sono io quello che ha sbagliato il rigore”, “Ah, belin, non mi ricordo di te”, “Nemmeno io”, “Sarà perché hai sbagliato il rigore e ti ho cancellato dalla memoria. Perché l’hai tirato? Non spettava a te”, “E’ l’unico che ho sbagliato nella mia carriera”, “E così mi hai fatto perdere l’unico trofeo calcistico che avrei potuto vincere nella mia carriera”.
LE PROSSIME USCITE

Domani
AFTERHOURS – FOLFIRI O FOLFOX
AIR – TWENTYEARS
AUGUSTINES – THIS IS YOUR LIFE
JOAN BAEZ – 75TH BIRTHDAY CELEBRATION
BAND OF HORSES – WHY ARE YOU OK
BEACH BOYS – THE PET SOUNDS 50TH – BOXSET DELUXE ED.
DEEP FOREST – EVO DEVO
ELI PAPERBOY REED – MY WAY HOME
GARBAGE – STRANGE LITTLE BIRDS
PAUL MCCARTNEY – PURE MCCARTNEY
NICK MONACO – NICK HALF NAKED
RAGE – THE DEVIL STRIKES AGAIN
RIVAL SONS – HOLLOW BONES
SCORPION CHILD – ACID ROULETTE
TOM ODELL -WRONG CROWD
U2 – INNOCENCE + EXPERIENCE: LIVE IN PARIS (dvd)
LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA
1 ERIC CLAPTON – I STILL DO
2 BOB DYLAN – FALLEN ANGELS
3 VINICIO CAPOSSELA – CANZONI DELLA CUPA
4 ANOHNI – HOPELESSNESS
5 PAUL SIMON – STRANGER TO STRANGER
6 BETH ORTON – KIDSTICKS
7 SPAIN – CAROLINA
8 KATATONIA – THE FALL OF HEARTS
9 KILLS – ASH & ICE
10 THE CLAYPOOL LENNON DELIRIUM – MONOLITH OF PHOBOS


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